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Fase 2: ripartenza ma con cautela

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Si riparte! Finalmente, dirà qualcuno, che peccato, qualcun altro. Certo l’economia ne ha molto risentito di questo stop forzato, non l’economia della grande finanza ma l’economia dei monoreddito, delle partite iva, dei lavoratori co.co.co., dei dipendenti delle piccole imprese, degli artigiani e dei piccoli commercianti, pertanto era fondamentale ripartire ma cerchiamo di non vanificare tutti i sacrifici sostenuti fino ad oggi. Si riparte, quindi, ma con cautela.

Certo a guardarsi intorno e a leggere i giornali sembra che non sia accaduto nulla o che dal 18 maggio, magicamente, la pandemia da Covid-19 sia stata solo un incubo, ma così non è, non lo sono stati i morti, gli ammalati lasciati soli nei nosocomi, il personale sanitario che ha vissuto due mesi di emergenza con misure super restrittive ed estenuanti. Sicuramente tutti abbiamo affrontato sacrifici e vissuto momenti terribili, drammatici: i bambini, costretti a stare quasi sempre in casa, le donne vittime di violenza, costrette ad una doppia reclusione con il proprio carceriere, le persone fragili, e chi viveva in totale solitudine senza avere una persona cara con cui scambiare un sorriso, una carezza.

Ora siamo tutti pronti a ripartire, tuttavia occorre trattenere dentro di noi questa esperienza, facendola diventare un’opportunità, per non vanificare la strada che tutto il mondo ha percorso insieme anche se in tempi diversificati; ripartiamo seguendo i protocolli sanitari del Governo e delle singole Regioni.

Il Consiglio dei Ministri di venerdì 15 maggio 2020 ha approvato il Decreto legge n.33, che ha introdotto nuove misure per fronteggiare l’emergenza  da Covid-19.
Il decreto delinea il quadro normativo nazionale all’interno del quale, dal 18 maggio al 31 luglio 2020, con appositi decreti od ordinanze, statali, regionali o comunali, potranno essere disciplinati gli spostamenti delle persone fisiche e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali.

Il DPCM del 17 maggio 2020 ha invece predisposto le linee guida attuative delle misure dei decreti-legge n. 19 e n. 33, prescrivendo i protocolli sanitari da attuare nelle varie attività lavorative al fine di contenere il contagio sull’intero territorio nazionale.
Pertanto per quanto riguarda la gestione degli studi professionali e della formazione occorre attenersi a quanto disposto nell’articolo 1,punto II e nel punto I, comma q.

Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive: studi professionali

Come avevamo già scritto in un precedente articolo, Fase 2: attività professionale e spostamenti, gli studi professionali continueranno a favorire con il cliente modalità di collegamento a distanza e soluzioni innovative tecnologiche, laddove possibile, in caso contrario per ricevere i clienti si dovranno garantire  i protocolli sanitari contenuti  nell’Allegato n. 17  a pag 117, Uffici aperti al pubblico. 

Si ricorda di integrare queste disposizioni con quelle Regionali.

Consulta il documento predisposto dal Colap per conoscere le Ordinanze Regionali  con le misure adottate.

Formazione 

Per la formazione l’art. 1, c.q, del DPCM dispone: “Sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’art. 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza. Sono esclusi dalla sospensione i corsi di formazione specifica in medicina generale“.

Tali disposizioni, recita l’art.11, si applicano dal 18 maggio al 14 giugno 2020. Tuttavia il Dl., n.33, che contiene Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 ha fissato come termine ultimo delle misure il 31 di luglio 2020.

Restiamo, perciò, in attesa che il Governo risolva questa incongruenza.

Ricapitolando: Spostamenti

A partire dal 18 maggio 2020, saranno possibili gli spostamenti delle persone all’interno della stessa regione non saranno soggetti ad alcuna limitazione, non servirà più l’autocertificazione. Le singole Regioni avranno la possibilità di decidere se ampliare o restringere le misure in base alle valutazioni sui dati epidemiologici dei loro territori.

Fino al 2 giugno 2020 gli spostamenti interregionali, così come quelli da e per l’estero, saranno possibili solo per comprovati motivi di lavoro, salute e urgenza.

Dal 3 giugno 2020, se i dati epidemiologici continueranno ad essere incoraggianti, sarà possibile spostarsi su tutto il territorio italiano e sarà possibile viaggiare all’interno degli Stati dell’Unione europea, senza obbligo di quarantena per chi arriva in Italia.

Resta confermato il divieto di mobilità dalla propria abitazione per le persone positive al Covid-19 o poste in quarantena dall’autorità sanitaria

Resta vietato, l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Attività economiche, produttive e sociali

A partire dal 18 maggio, le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei protocolli o delle linee guida, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel settore di riferimento o in ambiti analoghi.

In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale.

Sanzioni

Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida regionali o, in assenza, nazionali, che non assicuri adeguati livelli di protezione, determina la sospensione dell’attività economica o produttiva fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

 

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Tina Bruzzese

Tina Bruzzese

Presidente della Federazione delle Associazioni di Counseling (Federcounseling),già Presidente del Collegio dei Probiviri; Presidente dell'Associazione Nazionale Counselor Relazionali (ANCORe) dal 2012; componente del Collegio dei Probiviri del Coordinamento Nazionale Pedagogisti ed Educatori (CoNPED); già responsabile provinciale e Presidente del Consiglio Regionale calabrese dell'Associazione Nazionale Pedagogisti (ANPE). Pedagogista, Didatta, Counselor Relazionale Professional Trainer, si occupa di: formazione, crescita personale e organizzazioni. Nel 2018 ha creato il format Counseling &Letteratura.