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Aggiornamento

L’Umanizzazione della Cura di Santi Laganà, conclusione

La Cura come competenza umana implicitamente pedagogica
  1. La Cura: tra pre-scrizione e riconsegna;
  2. Cos’è Scienza? La Fenomenologia;
  3. Racconti di personali esperienze professionali;
  4. * La nascita della Psicopatologia.

Ringrazio la Collega ed Amica Tina Bruzzese e il Consiglio Nazionale tutto per avermi permesso di raccontarmi. Un caro saluto.

4) LA NASCITA DELLA PSICOPATOLOGIA

Qualche cosa va detta sulla “paura” o forse pre-occupazione che a volte si fa palese nei Counselor sull’uso di parole come “psicopatologia” e “nomenclatura”.

Non c’è nessuna sindrome nel lavoro con la “Follia” che ha un sintomo fondamentale, o un insieme di sintomi basilari, così come descritti dal DSM-5.

E quindi, inserire questi segni o sintomi (rottura di una coincidenza) come cornice di senso alla psicopatologia ritengo sia l’unica possibilità che può guidare un Counselor nella criticità della pre-comprensione e quindi nel paradosso ineliminabile dell’agire professionale. La circolarità ermeneutica.

Ed allora, senza paura: la psicopatologia non è figlia della medicina e della psicologia.

La psicopatologia è figlia delle scienze umane, che con Dilthey ci danno la filosofia della storia e con Simmel la filosofia della vita.

E ancora, è figlia di Husserl, delle sue concettualizzazioni fenomenologiche.

È figlia di M. Heidegger, P. Sartre e Merlau-Ponty con la loro filosofia dell’esistenza.

È figlia di H. G. Gadamer padre dell’ermeneutica moderna.

La psicopatologia si attenziona ad una semeiotica, ad un sapere applicato alla relazione con il malato mentale, al tra, al ciò che accade tra di noi. (Martin Buber – Pedagogista).

Ed allora, parafrasando il collega Andrea Durante, “la nomenclatura è la mappa, ma la mappa non è il territorio” ed il territorio è quel TRA DI NOI.

Ed allora esiste un mistero in tutto ciò per noi Counselor.

Pur conoscendo tutta la nomenclatura non è possibile approcciarci al disagio, alla follia con il linguaggio della ragione, in quanto ciò ci allontanerebbe dal disagio, dalla follia stessa.

C’è già un mondo che si approccia al disagio, alla follia con il linguaggio della ragione, con la nomenclatura, con il loro catalogo di nomi.

E non ci si aspetta ciò dal Counseling, da un Counselor.

Già Kant a tal proposito ci ammoniva: “C’è un genere di Medici, i Medici della mente che ogni volta che trovano un nome, pensano di aver scoperto una malattia”.

Ed allora, forse, è la Pedagogia che con la Filosofia, pur non disponendo di nomi, di nomenclatura, abitano da sempre l’abisso e ne conoscono l’insondabilità in quanto bambini, poeti e folli sono parenti.

Del resto, Jaspers, da Medico Psichiatra, conosce la nomenclatura, tutta la nomenclatura, ma da Filosofo si trattiene dall’impiegarla, soprattutto là dove la follia si incammina e approda alle vette più alte dell’arte.

Ed ecco che la patologia perviene alla sua natura, natura che non va cercata nella malattia, ma in quel patire (pathos) che si fa parola (loghia).

Ed allora la Psichiatria e la Psicologia, dovrebbero??? – devono –  essere accompagnate dalla Filosofia e dalla Pedagogia che restano accanto alla sintomatologia della condizione umana, ed è questo il motivo per cui i counselor devono apprendere nei loro percorsi formativi quali “Processi Educativi” nel Campo Esperienziale di Counseling.

Del resto sintomo è parola greca e non vuol dire altro che rottura di una coincidenza.

Il nostro compito è, allora, quello di tentare di far coincidere ragione e follia nelle loro espressioni più alte?

Ecco, il compito aperto, la domanda per noi Counselor: perché non possono accadere insieme?

Perché il sintomo non può diventare o ri-diventare sintonia?

Ed allora: i miei migliori auguri alle Colleghe e ai Colleghi che intendono formarsi in quelle Scuole che si fanno portatrici di un approccio che privilegia certamente il “Territorio”, ma che non disconosce la “Mappa”.

Santi Laganà
Pedagogista Counselor della Gestalt Supervisore Didatta Presidente Onorario Co.N.P.Ed.
Co.N.P.Ed. A/1 Sicilia – A.N.Co.Re. 541
Professione disciplinata dalla Legge 14 gennaio 2013 n° 4

 

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Immacolata Bruzzese

Tina Bruzzese

Presidente della Federazione delle Associazioni di Counseling (Federcounseling),già Presidente del Collegio dei Probiviri; Presidente dell'Associazione Nazionale Counselor Relazionali (ANCORe); componente del Collegio dei Probiviri del Coordinamento Nazionale Pedagogisti ed Educatori (CoNPED); già Presidente del Consiglio Regionale calabrese dell'Associazione Nazionale Pedagogisti (ANPE). Pedagogista, Didatta, Counselor Relazionale Professional Trainer, si occupa di: formazione, crescita personale e organizzazioni. Nel 2018 ha creato il format Counseling &Letteratura.